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Napoli, 11 luglio 2017

Foto di Cesare Abbate

Fronteretro è un magazine online che discute sugli argomenti legati al mondo dell’editoria.

Raccoglie interventi di diverse figure professionali legate al mondo del libro, con articoli specialistici, confronti e considerazioni.

 

Fronteretro è uno spazio di dibattito che agisce a livello diretto e non istituzionale, al di fuori delle statistiche ufficiali e dei grandi appuntamenti nazionali.


Abbiamo scelto di dedicare il primo numero alla città di Napoli, nel tentativo di inquadrare i delicati meccanismi che animano la scena editoriale partenopea.

 

L’idea nasce da una riflessione sull’immaginario e sull'identità della città di Napoli per poi concentrarsi sull’argomento trattato, cercando di inquadrare criticità e punti deboli e proponendo alcuni spunti di riflessione.

  • NASCE FRONTERETRO, PARTIAMO DA NAPOLI

    8-09-2017

    Editoriale a cura di Agnese Tamburrini

    La costruzione di un immaginario dipende da molti fattori legati all’esperienza. Contribuiscono alla creazione di immagini la narrazione di miti, la documentazione storica, la pubblicità, la produzione letteraria, musicale e cinematografica e tutte, a prescindere da dove e quando si riceva una data informazione, influiscono sulla percezione del soggetto narrato e di cui si avrà considerazione fino all’arrivo di un nuovo stimolo o di un’esperienza diretta. Ognuno di noi fa affidamento su un bagaglio di immagini sostenute dalla nostra memoria che immediatamente permetta di inquadrare un luogo con le sue caratteristiche più note e i media responsabili possono essere infiniti. [...]

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  • Il libraio in fondo alla città

    Nel numero 1 de “Il lume a gas. Giornale della sera”, lunedì 8 novembre 1847, un “foglio”, composto da quattro massimo sei pagine, uno dei tanti giornali pomeridiani che si pubblicavano a Napoli, appare uno strano commento.

    La città era allora la capitale del Regno delle Due Sicilie, sede di storici atenei e aveva il ruolo di grande centro unificante per la stampa e il commercio dei libri.

    Su quel giornale, tra le firme E. Rocco, F. Mastriani…, in prima pagina si legge una sarcastica e polemica presentazione della sottoscrizione dei libri e delle opere a dispense difficile da capire:

    «Se in Italia non diventiamo tutti bibliofili, ciò dipende da una decisa cattiva volontà… Solo coloro che non sanno leggere saranno dispensati dall’obbligo di formarsi una biblioteca…» [...]

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  • Parliamo di Libri

    Dibattito in Laterzagorà

    Il seguente dibattito si è svolto durante l’incontro “Parliamo di Libri” presso lo spazio Laterzagorà all’interno del teatro Bellini di Napoli in Aprile 2017 e ha visto la presentazione del libro Fuori catalogo: storie di libri e librerie di Rocco Pinto come un’ottima occasione per invitare molti editori napoletani a discutere dello stato del libro in città.

    La riflessione parte dalla considerazione di una mancata risposta dell’editoria rispetto all’effervescenza degli altri ambiti culturali partenopei. La discussione si muove poi verso un interessante confronto con l’editoria nazionale e la messa in discussione della città in quanto Napoli-centrica.

    In questo contesto, dopo una breve presentazione del libro, l’autore ascolta in disparte il dibattito, solo infine stimolerà gli editori coinvolti ad essere propositivi e favorevoli al fare squadra. [...]

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  • Cultura, poveri noi!

    27-09-2017

    Articolo a cura di Francesco Forlani

    Non tutti siamo ossessionati

    dal baseball o dalla pesca, però tutti

    siamo ossessionati da noi stessi.

    Siamo il nostro Hobby preferito.

    Esperti di noi stessi.

    Chuck Palahniuk

     

    Sono passati tre anni dalla pubblicazione del mio articolo che tanto ha fatto infuriare i ragionieri del sistema cultura. Nessuno, ripeto nessuno di questi zelanti impiegati della letteratura da timbrare con il cartellino, una vera minoranza e peraltro assai privilegiata  nel mondo culturale, ha dimostrato la benché minima percezione di far parte di un regno delle ombre, loro, paladini di parole svuotate di senso come certe eredità insperate che si sono sperperate in questi decenni di midcult e di magnifiche operazioni radical kitsch degne della peggiore delle repubbliche di Salòt. [...]

    CONTINUA

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